20.11.16
Fifi è bellissima, ha un viso ed un corpo da gatta, capelli lucidi e neri come un'ala di corvo, curve tese da una pelle serica e giovane. Dani ha passato ore preziose della propria vita a fantasticare sui suoi film, e adesso non riesce a credere al disagio disorientato che gli schiaccia l'eccitazione in fondo al cervello mentre lei lo guarda, lo misura da cima a fondo con un'aspettativa pratica e distante. Dani trascina una mano aperta lungo la curva del cranio, stropicciando la scorza di capelli rasati mentre piega la nuca per farsi scivolare lo sguardo fino al fondo dell'addome nudo.
"Ma che vuol dire fatti una sega."
"Come sarebbe, che vuol dire? Vuoi fartelo venire duro o stiamo qui tutta la sera?"
"Ma scusa, non me lo puoi… - boccheggia, incollando la lingua al palato e sollevando gli occhi per incontrare lo sguardo di Fifi con una risata ruvida e liberatoria. - Putain, d'accord. Va bene così."
Lei lo guarda con una smorfia allucinata, sospesa tra l'incomprensione e l'impazienza di chi non ha tempo da perdere, perché il tempo è denaro ed il sesso è un business con cui pagare le bollette a fine mese. A scioglierle il cuore è forse il sorriso dolciastro, da bestia buona e frastornata, che trova sul viso di Dani; forse il pudore gentile con cui le volta le spalle per mostrarle il solco profondo dei dorsali aspri anziché la mano con cui massaggia energicamente l'erezione incerta, sporto a controllarne l'andamento con aria concentrata.
"Dai… - lo richiama con uno sbuffo di fiato arreso, scivolando in ginocchio sul materasso. - Vieni qui."
Dani esita, si torce a cercarla con un'occhiata confusa, sciolta nel sorriso spensierato con cui le si fa incontro, piegando le molle del letto sotto il corpo da torello.
"-…fa niente se non lo facciamo come in uno dei tuoi film. - la rassicura con un ghigno da canaglia stordita, perso tra la resa e la devozione. - Dopotutto, non è che devo farmelo piacere troppo."