22.01.16
Il lago ha la forma e i colori di una gigantesca piuma di pavone. La foto, scattata dall'alto, è una vecchia polaroid con cui Marianne si sventola come se fosse agosto, in canotta sotto la neve, seduta accanto a lui sulla cima di un muretto alto decine di metri.
"Devi stare attento, coglione, se li lasci avvicinare ti sbranano il cuore."
Dani la guarda senza capire, fumando una sigaretta che non si consuma mai oltre la metà.
"Chi?"
"I gabbiani."
Marianne gli allunga una mano dentro il petto, ne estrae un cuore pulsante che squarcia in due con un coltello a serramanico. Una metà la lancia ai gabbiani che si azzuffano in basso, sulla banchina, l'altra metà la ingoia. Per un attimo, Dani ha l'impressione che le sue labbra assomiglino a un becco affilato, e quando tornano ad essere solo labbra Marianne dice...
"... Baciami."
Dani cerca di parlare, ma si sente trascinato in avanti da una forza invisibile. Inghiotte una boccata di fumo e la rovescia tra le labbra di Marianne, cercando i suoi fianchi stretti con le mani. Lei gli scivola in braccio, a cavalcioni sulle sue gambe, e si aggrappa al suo collo con le braccia. Continua a baciarlo con il seno magro pigiato contro il suo petto.
Arnaud è stato seduto sul muro insieme a loro sin dall'inizio, il suo respiro sulla gola gli sgrana le vertebre con un brivido. Si protende a sussurrargli qualcosa che Dani non riesce a sentire. Gli bacia i lobi delle orecchie, gli infila una mano nei pantaloni...
Si sveglia di colpo, come per l'eco di uno sparo lontano, con uno strano peso sul cuore. Impiega qualche secondo di panico confuso per mettere a fuoco la testa bionda del bambino che si è sdraiato sul suo torace, tremando con gli strascichi di un incubo incastrati nelle pieghe delle palpebre strizzate con troppa forza.
Dani solleva un braccio pesante dietro le scapole ossute di Nico, che si scuotono come ali d'uccello, e lo strizza in un abbraccio ruvido, schiodando la nuca dal cuscino per posargli un bacio sulla testa.
"Tout ira bien."
Promette piano, in un sussurro basso, mormorando una ninna nanna senza parole finché non lo sente scivolare di nuovo in un sonno tranquillo.
Solo a quel punto alza gli occhi al soffitto buio e sfiata un sospiro pesante, sospeso tra l'insofferenza e la rassegnazione.
"Putain de bordel de merde..."