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BACKGROUND PUBBLICO

Second child, restless child. —

Nasce nell'Omtrek, tra le nebbie chimiche dell'Industriel Riem, da genitori di origine italiana. Il padre gestisce, con l'aiuto del fratello maggiore Tomas, una palestra di pugilato più spesso vandalizzata che frequentata dai ragazzi di strada che vorrebbe raddrizzare, mentre sua madre lotta con alcolismo e depressione da che Dani abbia memoria. Bianca, la sorella minore, studia all'estero e si tiene lontana da una famiglia con la quale, fatta eccezione per il fratello di mezzo, intrattiene contatti meno che sporadici. 

Se lo chiedete a lui, vi dirà che dai suoi genitori ha ricevuto tutto l'amore del mondo, che gli schiaffi che ha preso se li è sempre meritati tutti. Se domandate alla gente del quartiere in cui è cresciuto vi risponderanno che dentro e fuori dal ring ha rimediato troppi pugni in testa per non restarci mezzo scemo. 


 ... 


Non si rade volentieri, ma la scorza di barba castana non basta ad inasprirne i lineamenti gentili, dominati da un naso dritto e sottile. A stare fermo fa fatica, vive l'inattività come una costrizione penosa, ma quando non si tratta di compiere grandi gesti atletici si rivela una creatura maldestra: se può rovesciare accidentalmente qualcosa lo farà, magari sbattendo la testa contro un paio di spigoli nel chinarsi a raccoglierla. Si guarda intorno con occhi persi, costantemente trasognati, come se la messa a fuoco gli costasse un titanico sforzo di concentrazione. 

Prende fuoco facilmente e brucia in fretta, districandosi con qualche contraddizione tra una moralità discutibile e ideali puliti. 
(Quando dice "l'altro giorno" il lasso di tempo che intende può variare da un giorno a dieci anni.) 

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In italiano conosce tre parole: 'Dio', 'Cristo' e 'cazzo' - di tutte e tre abusa parecchio. 

Negli anni si è coperto di tatuaggi: 
- nell'interno del bicipite sinistro una leonessa stringe fra i denti la collottola del suo cucciolo; appena sotto, un'àncora avvolta da un cartiglio recante la parola 'maman'. 
- l'esterno dello stesso bicipite è consacrato al ritratto old school di un marinaio. 
- dentro l'avambraccio corrispondente, una cornice tonda racchiude la formula 13*3; all'esterno, il volto di una pin-up e tre rondini sui toni del rosso e del nero. 
- il profilo di un teschio d'uccello sul profilo destro delle costole. 
- il braccio destro è avviluppato nei tentacoli di un mostro marino arroccato sul bicipite. 
- un'aquila in planata dietro il rene sinistro ed una vespa gigante sullo stesso fianco. 
- tre kanji giapponesi tra le scapole: 変 (pervertito - sia lui che il suo tatuatore sono persuasi che significhi 'passione') 賄 (ricchezza) 喜 (felicità). 
- il nome 'Nicolas' scarabocchiato sulla spalla sinistra da una mano infantile, evidentemente inabile alla scrittura. 
- tre parole, 'tout va bien', allineate alla base dell'addome. 
- '13.5.18.3.9.5.18' e 'le meilleur' subito a capo, dietro la coscia sinistra, sopra il fiore di carne cicatrizzata lasciato dal foro d'entrata di un proiettile.
  

So when I'm not that brilliant,
it's still the best I do.
 
Sono appoggiati al muro, ancora in divisa alla fine del turno, a fumarsi una sigaretta nel parcheggio della centrale. Mercier è un fiume di parole che Marino riesce ad ascoltare solo a tratti, ma il rumore di fondo lo fa sorridere sul filtro mentre prova a contare a memoria le sue vertebre inarcate nella penombra umida, perdendo sempre il conto, fissando il cielo con occhi persi e infatuati. Dani sa che se si rotola in mezzo ai vetri rotti qualcuno gli sfilerà le schegge dalla schiena, e non cercherà di renderlo qualcosa che non è. 
Sorride ai cerchi di fumo e non si chiede mai quanto durerà, perché baratterebbe anni di guerra per un'ora sola di questa pace.


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It feels like I only go backwards, baby;
every part of me says "go ahead".



(...)