18.12.15
"Allora ci fai la grazia, ti vediamo a Natale?"
"Non credo proprio."
"Ma dai, cazzo, devi vedere quanto fa schifo la divisa, sembro un cazzo di coglione."
"Mandami una foto."
"Una foto... cazzo, una foto dice."
"Senti, sono felice che tu sia entrato in polizia..."
"Se sei felice che sono entrato-"
"- che sia."
"Eh?"
"Se sei felice che sia entrato."
"Ah... vabbeh. Se sei felice allora vieni."
"Non posso."
"Perché no?"
"Te li sei persi gli attentati, lo stato d'allerta nazionale?"
"Ma non sei mica una cazzo di immigrata, non mi dire stronzate, la frontiera te la fanno passare a occhi chiusi."
"Allora non voglio."
"Blanche, dai..."
"No, 'Blanche' un cazzo, non usare quel tono con me."
"Ma la vigilia sarà una merda senza di te."
"Ma se non c'ero neanche l'anno scorso e l'anno prima."
"Infatti."
"Dani, scollati, ok? Non voglio venire, non voglio vedere nessuno."
"Ok, ok- ho capito. Allora... a ma' e pa' dico che stai impicciata con gli esami."
"Digli un po' il cazzo che ti pare. Ciao."
Bianca Marino butta lo smartphone in una tasca del cappotto ed affonda il mento dentro la sciarpa pesante, attraversando il cortile con le spalle strette contro il gelo. Succhia il labbro inferiore fino a farsi male, liberandolo solo quando lo sente pulsare come se stesse per scoppiarle in bocca. Tira su dal naso con gli occhi umidi di rabbia, inseguendo le capriole appannate di una foglia morta trascinata dal vento. Deci passi. Ci vogliono dieci passi prima che il formicolio delle mani la costringa a ripescare il cellulare, componendo un messaggio frettoloso e tornando ad affogarlo nel cappotto con insofferenza sconfitta. Sorride con una bestemmia stretta fra i denti, allungando il passo sotto il sole freddo per non fare tardi a lezione.
Tu me manques aussì, foutu con. Je t'aime jusqu'au bout de mon cœur.